IL METAMAESTRO II
Il Metamaestro
segue
(seconda puntata)
Il Metamaestro di Primo Livello Ahun spiega al Re Or come la precedente civiltà che abitava il pianeta Terra fosse già sulla via dell’estinzione molto prima della sua comparsa. Questo il Re Or lo percepiva in tutto il suo essere ed era forse la causa principale del suo malessere.
Il Metamaestro: -Il gioco della mente rende aride e morenti nelle orbite vuote della cosmogonia universale le sensazioni materiali ed immateriali immortali di questo sistema che chiamavano Mondo, estenzione virtuale in mutamento. In questo luogo non- luogo pensiero che crea il nulla da cui nasce ed allo stesso tempo si distrugge irradiando energia che si autogenera manifestandosi in ogni ordine d’esistenza e nello stesso istante e in nessun istante in nessun ordine d’esistenza. Gli Osservatori da sempre e dunque mai lo sanno dando forme ad infiniti mondi e quindi a nessun mondo.
Gli esseri tricerebrali che abitavano il pianeta si erano organizzati nelle loro manifestazioni, al di fuori delle vibrazioni del campo ovviamente anche al di fuori della coscienza che gli avrebbe permesso un esistenza in risonanza armonica e quindi un modo per tornare al punto d’origine e dunque la piena consapevolezza di sé. Nei vari aspetti ce ne è stato uno chiamato da noi Processo di Autodistruzione Periodica che si poneva addirittura fuori anche del principio di Anomalia che permette il moto al tutto attraverso l’immaginazione di principi che secondo quegli esseri dovevano esistere per esistere, creavano in continuazione strutture credevano di averne bisogno ignorando che non c’è nessun bisogno che può essere soddisfatto rimanendo nella dualità che fino al tuo arrivo era la condizione umana.
Una di questa gabbie era definito Legalità- .
A questo punto nei processi chimicoenergeticospirituali del sistema generale della sua presenza in questa manifestazione corporea, il Metamaestro di Primo Livello Ahun ricordò un discorso di un essere umano manifestatosi sul pianeta millenni fa,’ secondo il calcolo attuale del tempo altro esempio di struttura, di nome Hermeticus per spiegare a Re Or quali elucubrazioni poteva generare il non sapersi riconoscere, condizione comune negli ultimi 140000 anni terrestri dagli esseri chiamati uomini e lo impresse nella mente primaria di Re Or.
Ecco quindi il suo discorso
“Se il bene naturale cioè perseguire il proprio bene attraverso l’ingiustizia ed il male naturale cioè subire l’ingiustizia senza poterla commettere come potrebbe un uomo sano di mente, per convenzione, stabilire la regola per cui non si può non commettere o subire l’ingiustizia? Questo paradosso si riflette e si ripete perpetuamente nelle società.
Il principio di Legalità, ed è questo l’unico caso, viene espresso solo nelle dittature cioè quando dopo uno sconvolgimento sociale cruento e radicale si instaura un regime per la ricostituzione dell’ordine. Il parossismo espresso da questo paradosso produce la cosiddetta Legalità che in ogni caso è momentanea cioè legata alla congiuntura socio-politico-economica in cui si sviluppa e si mantiene, fino a che non inizia il declino dell’unicità dirigenziale. Al primo costituirsi di una qualsivoglia forma di burocrazia questo principio viene meno, fino al collasso. Al degenerare di nuovo della situazione si aspetta solo l’implosione del sistema che ricondurrà all’unicità iniziale.
Qui sta il moto perpetuo e ondulatorio della società umana e ciò a prescindere dai tempi, dagli spazi territoriali, dai sistemi economici. Le ingenue aspirazioni dei nostri illustri antenati del XX e del XXI secolo ora non sono altro che pallide illusioni, ah se vedessero il risultato delle loro visioni! Poveri stolti. Scienziati con l’incrollabile certezza che l’ uomo era proiettato nel universo, la scienza non ha limiti!- dicevano – alla conquista dell’infinito! siamo i padroni della materia!- Vìa lo spirito, vìa la mistica spirito-religiosa, vìa la psicologia, vìa la filosofia, rifiutiamo la medicina, l’economia, l’antropologia e la sociologia campi legati al rinvecchiamento di questo post-umanesimo noi siamo il consumismo.
Ecco, tutto ciò non ha fatto altro che bloccarci in questo limbo malsano e senza nessuna via d’uscita."
(continua...)