IL GRANDE SPIRITO
IL GRANDE SPIRITO
Gelide acque scorrono nel ventre di madre terra.
S'insinuano tra cunicoli strettissimi,
improvvisamente si aprono in enormi laghi.
Scava, avanza, ristagna, in perenne movimento.
Orizzonti nuovi in superfice colorano,
i superstiti luoghi, ostili all'uomo.
Foreste incantate, deserti ardenti, ghiacci eterni.
La potenza di questo pianeta.
Osservo la mia vita illuminarsi, davanti a piccoli miracoli.
Dalle finestra che guarda ad est, ancora il levar del sole.
Mi perdo tra profili di luce alle sorgenti
tra aspri pendii, stretti ed ombrosi fossi.
Con movenze felpate, alla ricerca di cibo comune
non mi fermo mai, annuso l'aria.
Con rapidi scatti, immobile e mimetico
rifugo dall'esser il pasto del giorno.
Prima che tutto finisca, cerco sotto casa
questi ultimi baluardi del grande spirito.
Osservo la mia vita illuminarsi
dalla finestra che guarda ad est.
Ritorno alle solite ore
ai soliti posti, avamposti? Chissà?
Odore di morte
dall'esterno non si dissolve
ristagna.
Dalle vette innevate giungono sospiri
rantoliì soffocati dal caos circostante
solo chi ha occhi puri può sentirli
neanche più i bambini. Neanche più loro.
Rigenerati, risciaquati, rinominati
convinti d'esser controllati.
Ma da chi, poi proprio non capisco.
Ricostruiti, reinstallati, cancellati
solo da un singolo impercettibile
movimento della sfera.
Nell'attesa che si compia il ciclo
lei, si lascia violentare allegramente
non si cura degli esseri mutevoli
che si ostinano a cercare il significato
del tempo, dello spazio, dell'energia.
Inconsapevoli ospiti momentanei
di una fine già scritta.
Questo dice il grande spirito
ad uno dei pochi che comunica.
Argentei filamenti di sostanze tossiche
s'intrecciano tessendo nuove trame
nel ciclo vitale di queste cellule
a formare tessuti di sub-umanità
di qualità superiore, come per incrementare
la sua soddisfazione
allo scadere dell'espansione.
Ultimo illuminato
che osservi disilluso la devastazione
nell'apogeo dell'evoluzione
non puoi far altro che tentare
di parlare ai tuoi simili
dell'inutile affanno alla ricerca
della ricchezza, del profitto, dello spirito,
del magico, della fede, del male,
del bene, del troppo, del poco,
del bianco, del nero, di dio, del demonio
del denaro, della gloria, del potere.
Sarai umiliato da ciò che è in serbo
per la tua fine.
Salvezza. Da cosa proprio non capisco.
Nulla da salvare, perchè nulla è in pericolo
svela a colui che ascolta.
E' puro moto perpetuo,
la fine di un ciclo per ricominciare,
l'infinito si fa finito.
Spazio, tempo, materia, luce, movimento, energia,
perderanno di significato.
E voi ospiti di questo mondo
tornerete a casa.
Gelide acque scorrono nel ventre di madre terra.
S'insinuano tra cunicoli strettissimi,
improvvisamente si aprono in enormi laghi.
Scava, avanza, ristagna, in perenne movimento.
Orizzonti nuovi in superfice colorano,
i superstiti luoghi, ostili all'uomo.
Foreste incantate, deserti ardenti, ghiacci eterni.
La potenza di questo pianeta.
Osservo la mia vita illuminarsi, davanti a piccoli miracoli.
Dalle finestra che guarda ad est, ancora il levar del sole.
Mi perdo tra profili di luce alle sorgenti
tra aspri pendii, stretti ed ombrosi fossi.
Con movenze felpate, alla ricerca di cibo comune
non mi fermo mai, annuso l'aria.
Con rapidi scatti, immobile e mimetico
rifugo dall'esser il pasto del giorno.
Prima che tutto finisca, cerco sotto casa
questi ultimi baluardi del grande spirito.
Osservo la mia vita illuminarsi
dalla finestra che guarda ad est.
Ritorno alle solite ore
ai soliti posti, avamposti? Chissà?
Odore di morte
dall'esterno non si dissolve
ristagna.
Dalle vette innevate giungono sospiri
rantoliì soffocati dal caos circostante
solo chi ha occhi puri può sentirli
neanche più i bambini. Neanche più loro.
Rigenerati, risciaquati, rinominati
convinti d'esser controllati.
Ma da chi, poi proprio non capisco.
Ricostruiti, reinstallati, cancellati
solo da un singolo impercettibile
movimento della sfera.
Nell'attesa che si compia il ciclo
lei, si lascia violentare allegramente
non si cura degli esseri mutevoli
che si ostinano a cercare il significato
del tempo, dello spazio, dell'energia.
Inconsapevoli ospiti momentanei
di una fine già scritta.
Questo dice il grande spirito
ad uno dei pochi che comunica.
Argentei filamenti di sostanze tossiche
s'intrecciano tessendo nuove trame
nel ciclo vitale di queste cellule
a formare tessuti di sub-umanità
di qualità superiore, come per incrementare
la sua soddisfazione
allo scadere dell'espansione.
Ultimo illuminato
che osservi disilluso la devastazione
nell'apogeo dell'evoluzione
non puoi far altro che tentare
di parlare ai tuoi simili
dell'inutile affanno alla ricerca
della ricchezza, del profitto, dello spirito,
del magico, della fede, del male,
del bene, del troppo, del poco,
del bianco, del nero, di dio, del demonio
del denaro, della gloria, del potere.
Sarai umiliato da ciò che è in serbo
per la tua fine.
Salvezza. Da cosa proprio non capisco.
Nulla da salvare, perchè nulla è in pericolo
svela a colui che ascolta.
E' puro moto perpetuo,
la fine di un ciclo per ricominciare,
l'infinito si fa finito.
Spazio, tempo, materia, luce, movimento, energia,
perderanno di significato.
E voi ospiti di questo mondo
tornerete a casa.