exagono: saluti da un mondo parallelo.
Si parte alla ricerca dell’ignoto,
la luce
calda della luna mostra angoli di buio
che svaniscono agli occhi dei commensali,
distratti dalle frequenze nascoste del mondo
morente.
Con l’approssimarsi del giorno, nel cantilenare
del vento
sommesso, appiccicoso e stanco,
passano immagini sbiadite,
sembianze umane, che
pian piano svaniscono con l’arrivo della sole
fino a svanire in essa.
Non più uomini, ma esseri di luce,
non più materia, ma pura energia,
non più corpo, ma solo anima.
In cerchi concentrici saliamo
alla casa del padre,
la domus mundi ci aspetta,
per farci rinascere in un altro universo
in un altro spazio, in un altro tempo.
Gli ingannatori terrestri
svuotati del loro potere apparente
verranno inghiottiti dall’oblìo
fino a che, rigenerati e condannati, su questo
piano esistenziale
non troveranno la luce che riscaldi i loro
spiriti.
Fino ad allora saranno condannati
all’esistenza limitata e materiale.
Pace e gioia eterna, per gli abitanti delle
alte sfere,
inquietudine e tristezza per gli abitanti della terra
che non sanno dove guardare.
Torrida emanazione di energie sotteranee
ci tengono sotto scacco
con il loro potere, etereo, ci hanno offuscato
noi poveri , noi ignari di tale sventura
soffochiamo i nostri bisogni pensando di
soddisfarli
navighiamo senza una rotta,
girando in tondo, come trottole impazzite
senza mai discostarci dal punto inziale.
Oggetti
indefiniti
si muovono sullo sfondo,
grigio arancio.
Lacrime di sangue
scendono giù dal cielo,
toccando terra
evaporano.
Spazi
elettrici.
Spasmi da convulsioni
movimentano il vuoto assoluto.
Interconnessioni ed interferenze
generano, impazziti, inafferrabili,
ineffabili, beffardi,
il nulla.
il nulla.
Da lontano si scorgono nuovi orizzonti.
Per noi irraggiungibili.
Sudore plastico avvolge corpi inanimati.
Poggiati su questa specie di terreno spugnoso,
inconsistente eppure così reale.
E’ il nostro piano
ma chi ci guarda è dall’altro.
Sprofondo nell’assenza
di questa vuota umanità.
Che rende l’uomo
come un oggetto indefinito
Mare di assenza.
Su cui galleggiano
pezzi di carne in putrefazione....
M’appoggio sul bordo
sperando di scorgere
un approdo solido
per poter tornare al mondo.
Antichi suoni arrivano dalle profondità della
terra.
Testimoni in pietra di epoche remote
i cui abitanti erano i Giganti, sono ovunque.
Schiavi su un pianeta sconosciuto.
Eventi catastrofici si susseguirono, ritmati dal respiro cosmico.
Dal passato resti di dura roccia, paiono dirci
“succederà ancora... e ancora...ancora...
Quel che è intimamente nella natura dell’uomo”.
A volte,
compaiono segni incomprensibili, ai nostri occhi
che distinguono Spirito ed Intelligenza.
Per questo destinati a confliggere con lo
spirito dell’Altissimo Sole Assoluto.
Solo percorrendo le vie della conoscenza
potremmo provare a salvarci e comprendere chi
siamo.
Ma questo non accadrà,
ora è troppo tardi.
Osservo distese aride dalla cima di un
altopiano.
Il mio sguardo si fissa all’orizzonte arancio
Che sfoca lentamente in un turchese pallido
Fino ad incontrare la linea evanescente di una
sierra...
Ma no! Sono in un deserto
uno qualsiasi...
ma è solo un errore.
Mi trovo su un pezzo d’Africa migrato ad
est... no neanche questo,
in fondo a guardar bene ho davanti a me
in fondo a guardar bene ho davanti a me
l’intero Mondo.
Il signore delle mosche ha deciso.
L’inizio della fine è cominciato.
Nessuno si potrà salvare.
Tranne quei pochi a caso. Ma “il caso” lo
decide Lui.
Sarà ancora una volta uno scontro epico
che verrà ricordato per millenni fino al
prossimo.
La terra si aprirà, le montagne esploderanno,
i ghiacci saranno sciolti, tzunami ed uragani
spazzeranno cio che resta...
Sarà la fine.
Sarà l’inizio.