E' TERRA O PARADISO?


E' TERRA O PARADISO?


(E' così chiaro
quello che non ho
che mi sembra di toccarlo.
E' così nitido
che mi sembra di vederlo.
E' così reale
che certamente non esiste.)

- Benvenuti! -
Esclamò il Maestro accogliendoci con un sorriso.
- Benvenuti nel mio Giardino .-
 Si fermò ad osservare ciò che eravamo con sguardo benevolo e sorriso ammaliante. Poi iniziò:
- Tra di voi c'è colui che chiamano Destino? -
Una donna splendida e triste si alzò in piedi e rispose - Son Io. -
Lui la prese per mano e disse: - Vieni ti farò conoscere Dio. -
Attraversarono la soglia, tornò da solo dopo cinque minuti.
Continuò:
- Tra di voi c'è colui che chiamano Speranza? -
Una donna col volto coperto si alzò e disse: - Son Io. -
Lui la prese per mano e disse: - Vieni ti farò conoscere Dio. -
Tornò dopo cinque minuti.
- Tra di voi c'è colui che chiamano Amore? -
Una donna dai seni scoperti si alzò in piedi e rispose: - Son Io. -
Lui disse: - Vieni con me, ti farò conoscere Dio. -
Tornò dopo cinque minuti.
- Tra di voi c'è colui che chiamano Odio? -
Una bambina di tre o quattro anni si alzò e disse: - Sono Io. -
Lui la prese per mano e gli sussurrò: - Vieni con me, ti farò conoscere Dio. -
Tornò dopo cinque minuti.
- Trà di voi c'è colui che chiamano Morte? -
Una donna splendidamente scoperta si alzò e disse: - Son Io. -
Lui le tese la mano e gli disse fissandola: - Vieni, ti porterò da Dio. -
Tornò dopo cinque minuti.
Continuò a chiamare persone per ore o forse per anni, proprio mentre inciampavo nei miei pensieri, che in fondo era solo uno, avevo notato che ovunque voltassi il mio sguardo vedevo solo donne. Ed io che ci facevo lì? Mentre m'interrogavo su quest'arcano Lui parlò ancora chiamando colui che chiamano Poeta.
Mi alzai e risposi: - Sono Io. -


Lui mi disse senza neanche guardarmi: - Vieni ti porterò da Dio. -
Mentre attraversammo il giardino, il mio essere si disciolse scolando come la pioggia da una gronda, andando a fondersi con l'erba. Mi sembrava di camminare su una spugna. Il caleidoscopio di colori su cui muovevamo, tendeva ad uniformarsi in un unico colore, il Giallo. una gradazione che man mano che andavamo avanti diventava più scura, fino al Rosso. Mi sembrava di stare su una lingua.


Arrivammo ad una porta.
Lui mi scrutò l'anima chiedendomi: - Poeta vuoi conoscere Dio? -
In quel momento ero ipnotizzato dal suo sguardo, non riuscivo a pensare, tantomeno a parlare. Mi ripetè ancora la domanda.




Ma cominciava a farsi largo nel mio essere  un'idea. Io quel posto l'avevo già visto. Che posto fantastico. Poi un lampo.



Risposi deciso: - No, non voglio vedere Dio. -
Nello stesso istante mi ritrovai immerso in un nube di fumo Azzurro.
Man mano che si diradava cominciavo a vedere Terra, ed iniziai a vibrare assumendo le sembianze anonime ed universali del nuovo Pianeta.


- Finalmente! -
 Esclamai nell'istante stesso della creazione,



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