QUESTO E' DIO?


 Questo è Dio?
Ovunque rivolgo lo sguardo c’è una scena diversa, colorata. Mi entusiasmo ad ogni sguardo e mi accorgo che  ogniuno è un universo diverso.
Osservo questo paesaggio invocando la mia Signora che mi renda partecipe dello spettacolo che ho davanti,  della musica che emana la Terra che mi faccia accettare il suo grido, che mi faccia ballare col suo ritmo incessante, incalzante, voluttuoso, forse letale.
Sono sommerso da una cascata di pioggia colorata che mi trascina in un labirinto di passioni contrastanti. Nel tempo impercettibile che si raccoglie intorno, nel cielo che si scioglie ma non fa paura mi adeguo al sistema senza far male al ricordo. Scivolo tra le onde come un velo di seta che si distende da sponda a sponda sulla linea immaginaria dell’orizzonte celeste. La mia Signora si mostra disfacendo ogni contorno, mi aiuta a fissare immagini rubate che lentamente si allontanano risalendo dal fondale. Tempi nuovi s’affacciano all’orizzonte, con nuove pause, nuovi ritorni, nuovi segni portano nuove ombre che interpongono il loro lento  incedere  al nostro ardore tecnologico.
Il punto che si estende dal lato buono al lato oscuro quello che non ha senso ma esiste perchè pensato, invisibile all’occhio ma reale di solida materia. Da lì venerabile Signora, stella danzante del destino inviaci segnali di fumo cosicchè noi possiamo scorgerti ed iniziare il cammino, attraverso città vuote piene d’idiozia. Ovunque incontro maestri che confondono i paesaggi mentali rendendoli sterili e secchi. Cercare una via d’uscita è del tutto inutile, mi lascio portare nel mare dei sogni affinchè l’unione tra anima, corpo, energia sia completa, finale. Senza ricorrere ai trucchi della ragione per rimanere per sempre incompleti.
Questa è metamorfosi
spogliarsi dei segreti,
trasformare il proprio essere,
cominciare il canto.
Questa è meraviglia
Osservare come cambia il tempo
Ascoltare le goccie di pioggia
Incontrare se stessi.
Questo è il mondo
Con le sue follie e paure
Con la sua bellezza
I suoi contorni sporchi.
Questo è l’uomo
Ingegnere dell’universo
Energia vitale intrappolata in un corpo
Caos di sensi.
Questo è Dio
Suprema creazione dell’uomo
Altare dello spirito
Arca della condizione umana.
Questo è vento
Massa d’aria incrostata
Casa dell’essere
Motore della natura.
Sottofondo di nebbia per il viale che si dirige a nord. Al passaggio i filari di pioppi sembrano inchinarsi, quasi a riverire colui che modifica. Il paesaggio è smorto in tutto il mio circolare opaco, apparente regresso. Tuttavia in questo scoramento un’altra illusione prende forma. Il modo per uscire non devo cercarlo nello spazio o nel tempo come ho fatto fin ora. Devo imparare a nuotare per ragiungere l’Isola non tanto per ritrovare qualche mia spoglia tra le pieghe del passato bensì per arrestare l’orrido incedere del domani.

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