IL METAMAESTRO IV
IL METAMAESTRO
segue
(quarta puntata)
Il Metamaestro di Primo Livello Ahun stava, quindi era, inondando con tutta la sua presenza generale Re Or, delle vibrazioni necessarie ad equilibrare il flusso del campo nelle presenze esseriche multidimensionali del presunto sovrano.
Nella presenza quantitativa quindi nella manifestazione che si definisce Materiale cioè la cosiddetta vita corporea, all'interno ed all'esterno di questa si sviluppavano sistemi egoici frammentati che permettevano l'esperienza al Re Or. Nuvole vaporizzate potevano sembrare ma non lo erano, i pensieri si scomponevano e si ricomponevano all'infinito, ma nell'istante stesso che lo pensava evaporavano, tranne uno.
Dormo nel palazzo pendente, suadente frammentazione di segmenti indifferenziati mescolati omogeneamente dalle nuove frequenze crioscopiche e generalmente devianti il sentiero luminescente.
L'apoteosi dei sensi inversi si ricopre di vestigia inconoscibili per l'era tecnologica che impavidamente si riversa nell'imbuto dell'oblio mondano della distruzione umana.
L'età contemporanea al punto di caduta ciclica in cui si trova e per questo nel suo apice di sviluppo predistruttivo nell'attesa che venga cancellata ogni traccia di questa civiltà come già quelle precedenti.
Non un accenno di consapevolezza, non un sussulto dello spirito, nulla può fermare ciò che è nella natura profonda.
E' la posizione del ciclo che determina, non il passare del tempo che non esiste in quanto tutto è in un unico momento.
L'umanità corre veloce resa incapace di capire dove, da pochi esseri umani dediti allo sviluppo del proprio ego cioè il massimo sviluppo della quantità in loro, rendendo schiavi le masse inconsapevoli anch'esse tenute nel regno della materia meccanotecnica quindi nella separazione costante senza soddisfazione alcuna.
E' il regno della divisione che impera nel punto di caduta in cui ci troviamo, chi si trova all'apice della piramide non sa di essere nel nulla.
Se nell'io immortale la considerazione è che io non sono, allora che tutto questo non sia. Se tutto ciò non è vero l'immortale immateria mi distruggerà ed io tornerò ad essere quel che sogno di essere.
Tale riflessione scaturiva dalle osservazioni dalla triplice unità continuamente in espansione che dal basso è apice ed allo stesso tempo non è.
In alcuni predeterminati stati vibratori queste forme si aggregano creano e cercano l'assunzione di consapevolezza. Per fare ciò strutturano attraverso l'informazione che si auto osserva creando l'illusione nell'armonia del caos. Il movimento istantaneo uguale a se stesso genera ologrammaticamente quello che c'è.
(continua...)