NEL LIMBO DEL TEMPO
NEL LIMBO DEL TEMPO
Intrappolato in questo limbo dorato, sto discretamente nascosto in un cespuglio ai piedi della Montagna.
Socchiudo gli occhi saccheggiando pensieri nascosti mi faccio stringere dal loro caldo abbraccio.
Nell'aria circostante vorticano frammenti d'umanità. S'innalzano, per poi ricadere non avendo inizio ne fine. Perduti nel tempo, nello spazio, nel significato.
Aspetto in questo limbo dorato che mi svegli, da questo caldo sonno di Montagna.
Nelle sfere ci si compie. E' la vita all'interno del cerchio, all'infinito.
A caso colpisce. Affonda le sue ali nere per afferrare gli spiriti forti.
L'uomo geme, il pensiero va a ritroso come un lampo a cercare le immagini più belle, che rimbombano nella testa fino a farti piangere.
Col suo copricapo più assurdo il bizzarro governa la vita. Gioca a dadi con l'uomo che non capisce. Non è la vita, è la morte.
Siamo perduti? Dobbiamo capire? Dobbiamo credere? Dobbiamo cercare?
Nulla, del trascorrere del tempo, ci sfugge. Apparentemente.
Forse è il tempo stesso che manca. Non s'interrompe mai il ciclo dell'esistenza.
“Ogni morte è una rinascita” ha detto un vecchio. Chissà se è vero, intanto manca sempre uno all'appello.
IL TRASFORMISTA
A volte, mi ritrovo in posti strani, con la certezza di un domani. Ma poi mi accorgo che è soltanto un sogno nel buio più completo e più profondo.
Seduto, su uno scoglio in mezzo al mare, piangendo mi viene voglia di cantare. Ma poi mi accorgo di non aver mai pianto né d'esser mai stato padrone del mio canto.
Sorella luna aiutami a capire; se sono uomo, pensiero, oppure sogno. Ormai non più... riesco a dire, perché questo non è più il mio mondo.
Io sono; Terra, Fuoco, Acqua, Aria. L'essenza e gli elementi. Io sono, l'alchimista e l'alchimia. Io sono il risultato della mia follia.
GUDRUN AHUM Vibrazione primordiale
Buone notizie dall'interno. Nere nubi, si addensano tra cumuli di gente. Sulle passeggiate, al lungomare, piccoli della specie umana a piedi nudi giocano e gridano divertiti, sulla spiaggia assolata di questo giorno infinito. La pioggia inizia a cadere come metallo incandescente.
Il torpore assale di colpo lo spazio circostante. Fa apparire immagini caotiche nelle menti offuscate, è l'aria che si fa ombrosa.
Tutti a meditare l'ispirazione dell'energia dall'alto dei sensi protesi a dare forza all'io dell'involucro. Viene fuori con la furia di un uragano. S'innalza fino ai confini di ciò che non ha confini, nella piena coscienza di se.
Nell'estasi, mentre tutto torna nell'armonia del Caos, dell'Eden primordiale per spezzare le catene. La pioggia continua a cadere non è più la stessa non fa più male.
Una strada potrebbe essere la luce.
Ho sognato i suoi occhi in un mare di fango che sommergeva l'orizzonte, arrossato dai primi raggi di vita.
Ho affondato le mani per afferrarli, invano. Sono stato risucchiato, dalla melma viscida, fino ai primordi dell'umanità.
Ho seguito la mistica scia che mi ha portato in braccio alla Dea del Mondo che mi ha reso Rosa nel suo seno.
Ho vissuto l'eternità nel sogno.
Ho assaporato il succo della verità.
Ho rivisitato la mia vita.
Ho afferrato le ali della grazia divina.
In questo vortice sono in contatto col mondo. Mi estendo ai confini dell'universo tra queste pieghe, cerco il ritorno.
Intrappolato in questo limbo dorato, sto discretamente nascosto in un cespuglio ai piedi della Montagna.
Socchiudo gli occhi saccheggiando pensieri nascosti mi faccio stringere dal loro caldo abbraccio.
Nell'aria circostante vorticano frammenti d'umanità. S'innalzano, per poi ricadere non avendo inizio ne fine. Perduti nel tempo, nello spazio, nel significato.
Aspetto in questo limbo dorato che mi svegli, da questo caldo sonno di Montagna.
Nelle sfere ci si compie. E' la vita all'interno del cerchio, all'infinito.
A caso colpisce. Affonda le sue ali nere per afferrare gli spiriti forti.
L'uomo geme, il pensiero va a ritroso come un lampo a cercare le immagini più belle, che rimbombano nella testa fino a farti piangere.
Col suo copricapo più assurdo il bizzarro governa la vita. Gioca a dadi con l'uomo che non capisce. Non è la vita, è la morte.
Siamo perduti? Dobbiamo capire? Dobbiamo credere? Dobbiamo cercare?
Nulla, del trascorrere del tempo, ci sfugge. Apparentemente.
Forse è il tempo stesso che manca. Non s'interrompe mai il ciclo dell'esistenza.
“Ogni morte è una rinascita” ha detto un vecchio. Chissà se è vero, intanto manca sempre uno all'appello.
IL TRASFORMISTA
A volte, mi ritrovo in posti strani, con la certezza di un domani. Ma poi mi accorgo che è soltanto un sogno nel buio più completo e più profondo.
Seduto, su uno scoglio in mezzo al mare, piangendo mi viene voglia di cantare. Ma poi mi accorgo di non aver mai pianto né d'esser mai stato padrone del mio canto.
Sorella luna aiutami a capire; se sono uomo, pensiero, oppure sogno. Ormai non più... riesco a dire, perché questo non è più il mio mondo.
Io sono; Terra, Fuoco, Acqua, Aria. L'essenza e gli elementi. Io sono, l'alchimista e l'alchimia. Io sono il risultato della mia follia.
GUDRUN AHUM Vibrazione primordiale
Buone notizie dall'interno. Nere nubi, si addensano tra cumuli di gente. Sulle passeggiate, al lungomare, piccoli della specie umana a piedi nudi giocano e gridano divertiti, sulla spiaggia assolata di questo giorno infinito. La pioggia inizia a cadere come metallo incandescente.
Il torpore assale di colpo lo spazio circostante. Fa apparire immagini caotiche nelle menti offuscate, è l'aria che si fa ombrosa.
Tutti a meditare l'ispirazione dell'energia dall'alto dei sensi protesi a dare forza all'io dell'involucro. Viene fuori con la furia di un uragano. S'innalza fino ai confini di ciò che non ha confini, nella piena coscienza di se.
Nell'estasi, mentre tutto torna nell'armonia del Caos, dell'Eden primordiale per spezzare le catene. La pioggia continua a cadere non è più la stessa non fa più male.
Una strada potrebbe essere la luce.
Ho sognato i suoi occhi in un mare di fango che sommergeva l'orizzonte, arrossato dai primi raggi di vita.
Ho affondato le mani per afferrarli, invano. Sono stato risucchiato, dalla melma viscida, fino ai primordi dell'umanità.
Ho seguito la mistica scia che mi ha portato in braccio alla Dea del Mondo che mi ha reso Rosa nel suo seno.
Ho vissuto l'eternità nel sogno.
Ho assaporato il succo della verità.
Ho rivisitato la mia vita.
Ho afferrato le ali della grazia divina.
In questo vortice sono in contatto col mondo. Mi estendo ai confini dell'universo tra queste pieghe, cerco il ritorno.