DA UN ALTRO MONDO
atto primo: colpo mortale.
Nel mare interno
Fiordi straripanti.
Splendenti.
Onde altissime.
Negli spazi vuoti.
Nella barriera d'ossa umane
che si erge a muro di cinta
del mare maledetto.
“Benvenuti, viaggiatori.”
Esclama suadente,
a chi va incontro alla fine.
Bellezza naturale.
Stanchezza cosmica.
Con una mano sul pube
Iolanda s'apprestava al mattino.
Invocando il Dio Or
che divorasse le sue ceneri infeconde.
L'aria erotica, dava spazio
ad albeggiamenti cerebrali.
All'esterno ed all'interno
della cinta funeraria.
Ma... l'apocalittica tromba
smise di suonare al ritorno
degli umori orgiastici che purulenti
scivolarono tra la sabbia.
Il sogno ebbe inizio
disegnando il nuovo mondo.
Eludendo il senso d'amore che
pervase Iolanda nell'istante di morte.
Oscuri presagi.
Pensieri neri,
irti di petrolio.
Affondano le radici
nella mescola putrescente
al vertice del corpo.
Echi ridondanti
s'innalzano altissimi,
senza fine.
Anticipano
attimi perduti.
Incespicano tra di loro;
sovrapposti,
contenti, ineguali.
Attraversano ferrovie,
sembrano bocche fameliche.
Introducono girandole
appiccando fuochi artificiali.
Trepidanti carezze;
gonfiano corpi straziati,
nel lago di sangue
che sommerge la vita.
Incatenati ai ferri
della superstizione
assemblano; fatti, situazioni.
Giudicano,
in un raccapricciante collage.
Tutt'intorno al fuoco
si spegne, la notte famelica.
Trasforma le persone
in tanti piccoli boli.
Trascinandoli
nelle sue viscere pestilenziali.
L'abominio è compiuto.
L'aria corre veloce
come l'eco del fulmine.
L'amante in scacco
aspetta d'esser consumato
dalle ultime scintille di brace
che ardono nella sua testa.
Ormai preda del misfatto
compiuto nell'istante stesso
in cui è stato concepito.
I pensieri neri
son qua, ora,
a mostrare la folle situazione
che ha conquistato la periferia,
ed ora dirige il suo sguardo
ai vuoti e affollatissimi
palazzi del centro.
Così indifferenti.
Per questo facili
da attaccare ed annientare.