DA UN ALTRO MONDO: atto quarto


IL TEMPORALE


Cadeva giù senza preavviso,

un'insolita quantità di niente.

Probabilmente asciutta.

Tra le volte diamantine dei palazzi

volteggiava in aria,

prima di toccare il suolo.

La gente per le vie

senza scampo, senza uscita.

Non aveva alcun riparo.

Veniva giù abbondante

viva e violenta,

per non lasciare traccia.

I CAVALIERI

Tra le macerie sovrapposte

indossavano vestiti in fiamme

singhiozzando, tutto il loro piacere lunare.

Il cavallo del morto

andava defecando per le strade

della città dannata

inutili ombre di visioni confuse.

Le magiche linee

ingannavano la mente

tra le onde magnetiche

che si alzavano dal CAOS.

S'inginocchiarono, solitari,

nell'angolo immaginario.

Ingannatori di morte.

CIO' CHE NON C'E'

Orizzonte perduto

sotto lo sguardo arido,

del fuoco che accende la sera.

Sullo sfondo arrossato

scivolano oggetti strani.

Sullo sfondo,

all'orizzonte,

la città incatenata

lancia disperata

lo sguardo verso il cielo.

Come muta di cani

alla ricerca, affannata

della preda già morta.

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