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                                                    DA UN ALTRO MONDO: atto quarto IL TEMPORALE Cadeva giù senza preavviso, un'insolita quantità di niente. Probabilmente asciutta. Tra le volte diamantine dei palazzi volteggiava in aria, prima di toccare il suolo. La gente per le vie senza scampo, senza uscita. Non aveva alcun riparo. Veniva giù abbondante viva e violenta, per non lasciare traccia. I CAVALIERI Tra le macerie sovrapposte indossavano vestiti in fiamme singhiozzando, tutto il loro piacere lunare. Il cavallo del morto andava defecando per le strade della città dannata inutili ombre di visioni confuse. Le magiche linee ingannavano la mente tra le onde magnetiche che si alzavano dal CAOS. S'inginocchiarono, solitari, nell'angolo immaginario. Ingannatori di morte. CIO' CHE NON C'E' Orizzonte perduto sotto lo sguardo arido, del fuoco che accende la se...
 DA UN ALTRO MONDO: Atto terzo IL RE   Dall'altro lato alita il vento malevolo dell'antica profezia.  L'unico Essere in realtà, era un Re decaduto.  Sbirciò il crollo dal buco proibito del mondo.  Sputacchiando fesserie si distese dall'alto in basso inginocchiandosi sul tappeto rosso.  Dal lungo orizzonte acceso, alla visione estrema, discese il suo arco infernale.  Risucchiando tutto.  Un milione di miglia di topi randagi,  avanzano, tra le onde di questo mare verde.  Assalgono una spiaggia al giorno.  Arrivano dondolanti.  Fameliche creature.  La loro meta è l'ovest metallico.  “Alla riconquista!!!” si sente gridare.  Assalgono una spiaggia al giorno.  Di notte, ne lasciano metà.  Il resto è TV, un gran senso di pace.  Meglio stare giù, non farsi vedere, da un milione di miglia di topi.  Nuvole nere oscurano questo cielo incolore.  RONZANO Formazioni da caccia pattugliano a zone la ci...
                                                                       DA UN ALTRO MONDO: Atto secondo                                                                               NUOVI SCHIAVI Troppo stanchi per resistere; non c'è più la voglia di combattere. Mesi e mesi a masticarsi le ossa. Mesi e mesi a ferirsi il cervello. Troppo tempo rimasti schiavi. Troppo tempo tenuti al buio. Mesi e mesi a flagellarsi le mani. Mesi e mesi a spellarsi la lingua. Troppo tempo senza parlare. Troppo tempo senza amare. Abbiamo perso tutto quello che c'era da perdere... ...mentre nella città alta Filosofi. aspettano l'evento nelle...
DA UN ALTRO MONDO atto primo:   colpo mortale. Nel mare interno Fiordi straripanti. Splendenti. Onde altissime. Negli spazi vuoti. Nella barriera d'ossa umane che si erge a muro di cinta del mare maledetto. “Benvenuti, viaggiatori.” Esclama suadente, a chi va incontro alla fine. Bellezza naturale. Stanchezza cosmica. Con una mano sul pube Iolanda s'apprestava al mattino. Invocando il Dio Or che divorasse le sue ceneri infeconde. L'aria erotica, dava spazio ad albeggiamenti cerebrali. All'esterno ed all'interno della cinta funeraria. Ma... l'apocalittica tromba smise di suonare al ritorno degli umori orgiastici che purulenti scivolarono tra la sabbia. Il sogno ebbe inizio disegnando il nuovo mondo. Eludendo il senso d'amore che pervase Iolanda nell'istante di morte. Oscuri presagi. Pensieri neri, irti di petrolio. Affondano le radici nella mescola putrescente al vertice del corpo. Echi ridondanti s'innalzano altissimi, senza fine. Anticipano attimi pe...
  LUPI NELLA NEBBIA Lupi si muovono; nella nebbia. Si confondono nel grigiore. che avvolge. Ali nere, nel silenzio,  fendono l'aria, sibilando. Aprono sprazzi di luce nella massa incolore. improvvisamente tutto torna com'era. I lupi, non fanno altro che preparare l'imboscata. Senza essere visti attendono la preda. Attenti a non essere scoperti. per fuggire dalle nere ali, per non esser morti.

DESERTO (parte seconda) I Morti

I MORTI   I Loculi, bare dissepolte, ossa bruciate; resti. E' buio e non so dove sono... che strana posizione. Da un angolo traspare una figura; solo un sussurro. E' un uomo? Sospeso nel vuoto e vestito di nero che farfuglia parole incomprensibili. Esalazioni malsane si alzano dai corpi straziati, incorporee sensazioni. Cerco un appiglio attraverso questo spazio angusto che mi faccia ricordare, mi sento incompatibile con questo buio o con questa luce. Un immagine mi raggiunge come un lampo. Lei ha allungato le sue oscure ali prendendomi tra le sue braccia. Un sospiro accecante mi attraversa il cranio come un ago nel cervello. Mi ricorda un canto che mi soffiava nelle orecchie, ormai dimenticato sotto un inutile pietra, nella totale assenza. Il nulla mi sovrasta nell'essenza.  Ormai a cosa può servire il ronzio delle api, il profumo dei fiori, la gioia della musica, la carezza della mia sposa? Mi domando se è mai servito a qualcosa. Adesso che le le mie orme sono...

DESERTO (parte prima) il sogno

                                                                         IL SOGNO In principio era la notte, la luce.  Tutto questo tempo ad osservare questa immensa distesa di sabbia, chissà da quando; un secondo, mille anni, da sempre. Quello che dovrebbe essere un sole è fermo sempre allo stesso punto. Scruto l’orizzonte dopo essermi pulito gli occhi dalla sabbia e socchiudendoli per cercare di scoprire una qualunque asperità, ma non c’è nulla. Perduta in questa distesa infinita rimane l’immagine di un me stesso che non conosco. Questa sfera che mi illumina picchia feroce. Un grido! No e solo il vento che sospira incessante. Dovrei muovermi, ho questa strana sensazione di farlo me lo chiedono i muscoli, i nervi, il sangue. La mente vuole decodificare questo ambiente, l’io vuole sapere se esiste....